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ORISTANO e Provincia


Prima ancora dei Fenici, furono le popolazioni nuragiche ad occupare il territorio dove oggi si trova Oristano. In questi luoghi si trovava quella che fu la sua progenitrice: Tharros, città fenicia sulle coste del Sinis e importante centro di scambi commericali. La provincia oristanese è parte essenziale di quel museo naturale rappresentato dalla Sardegna, a cui aggiunge una delle sue maggiori peculiarità: un innato senso di ospitalità di cui gli abitanti vanno fieri. Una terra particolarmente attraente dove si vive una dimensione umana, distante dai ritmi tumultuosi della vita moderna. L'Oristanese assomma diversi elementi geografici estendendosi nella parte occidentale della Sardegna, dal Campidano settentrionale alla regione della Planargia, comprendendo il Golfo di Oristano, a metà circa della costa occidentale, la desertica Penisola del Sinis, i numerosi stagni circostanti, il Monte Ferru, con i suoi caratteristici boschi e le oasi di verde a S. Leonardo e a Santu Lussurgiu. Il territorio provinciale ha un'altissima importanza ambientale: due dei sette parchi regionali ricadono nell'oristanese, quelli del Sinis/Montiferru e del Monte Arci, gli stagni salmastri della zona hanno rilevanza internazionale e sono compresi tra quelli protetti dalla Convenzione Ramsar, la fauna comprende una grande varietà ed alcune rarità.

Oristano, situato a sud del fiume Tirso, al centro della vasta pianura del Campidano Oristanese, a poca distanza dal mare, fu fondata nell'XI sec. divenendo capoluogo del Giudicato d'Arborea nel 1070. Il centro accoglie il visitatore nella piazza Roma dove si erge la Torre di Mariano II, detta anche porta Maggiore o di S. Cristoforo, una delle poche testimonianze della cinta muraria medioevale. Il nucleo più antico della città si raccoglie attorno alla piazza Eleonora d'Arborea dove si trova il monumento dedicato alla donna più significativa della storia italiana, Eleonora d'Arborea, giudicessa d'Arborea dal 1383 al 1404, e il Palazzo Comunale, ex convento degli Scolopi.. A poche decine di metri, il duomo dell'Assunta, imponente edificio in stile composito costruito nel XIII sec. affiancato da un maestoso campanile ottagonale con parte terminale chiaramente barocca. Di fronte è il caratteristico palazzo del Seminario Tridentino Arborense e anche la chiesa di S. Francesco, in stile neoclassico. Molto interessante la visita all'Antiquarium Arborense, nel palazzo Parpaglia, il museo più importante della provincia che custodisce testimonianze punico e romane provenienti da Tharros e dalla penisola del Sinis, oltre a reperti nuragici e pregevoli dipinti. Tra i vicoli del centro emergono anche Palazzo De Castro, la chiesa di S. Domenico e soprattutto quella di S. Chiara, sobria eretta nel 1343. Pregevole esempio di stile Rococò è la chiesa di Ns. Signora del Carmine costruita dalla famiglia d'Arcais, come dimostra lo stemma collocato sulla facciata. Al termine di via Garibaldi, si erge il torrione Portixedda, parte della quattrocentesca fortificazione, con base a tronco di cono sormontata da una possente forma cilindrica. Nei dintorni della città, verso nord, è consigliata la visita al Santuario della Madonna del Rimedio, che ogni anno (l'8 settembre) accoglie la grande festa della Vergine, richiamando un gran numero di fedeli. In direzione di Cagliari, seguendo le indicazioni per il mare, si arriva a Marina di Torregrande, la spiaggia degli oristanesi dominata dalla Gran Torre, la maggiore fra le cento costruite dagli spagnoli nel XVI secolo. A una decina di km. dalla città, verso nord-ovest, sul fondo dello stagno di Càbras, è Riola Sardo, centro agricolo noto per la produzione della rinomata Vernaccia; da vedere la seicentesca dimora patrizia dei Carta e la parrocchiale di S. Martino (XVI sec.) con campanile ottagonale tipico dell'oristanese. Altra tappa è il centro di Solarussa, a una dozzina di km., la cui fama è legata alla produzione di ortaggi e vini, tra cui la già citata Vernaccia. A una ventina di km. verso nord si giunge a Milis, dove nella parrocchiale di S. Paolo si ammirano opere di maetri catalani; poco oltre, seguendo la statale, si trova la Riserva orientata di S. Vero Milis, dove si ammira un bellissimo paesaggio di fenicotteri. Lungo la statale per Cagliari è una delle più belle chiese del romanico di derivazione pisana, la basilica di S. Giusta, in stile romanico, eretta nel 1145 sopra un piccolo rilievo sulla riva orientale dell'omonimo stagno. Il pescoso stagno di S. Giusta, disteso in un affascinante paesaggio, è un prezioso biotopo esteso fino alla Zona Umida di Pauli Maiori, dove è presente una pregiata avifauna.

http://sardegnafaita.itinerarionline.it/selvaggio_ovest_im_3991.htm
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